12 nov 2007

Das Unheimliche, o Come ho smesso di preoccuparmi e scelto di stare con le mie viscere

Un terremoto sta facendo ballare la terra sotto i miei piedi.
Come mi sento...Mi ritorna in mente una lezione di Estetica all'università, tanti anni fa.
Un professore capace di farti sentire fino al midollo ciò di cui stava parlando. Sì, fu una lezione bellissima - se non altro la ricordo dopo circa 7 anni.

“Il perturbante è una sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da tempo. Un rimosso che ci è da sempre familiare”

Non lo ricordavo più da Freud. Ma sono andata a cercarlo, senza nemmeno sapere perché. L’istinto, la memoria, la pancia mi hanno portato sul motore di ricerca a comporre “sandman”…e non chiedetemi perché.
Da Hoffmann a Freud, passando per Kubrik, la corsa in taxi è stata breve... e spaventosa.

"il perturbante che si sperimenta direttamente si verifica quando complessi infantili rimossi sono richiamati in vita da un'impressione o quando convinzioni primitive superate sembrano aver trovato una nuova convalida [...]; al fine della nascita del sentimento perturbante è necessario [...] un dilemma relativo alle possibilità che le convinzioni superate e ormai ritenute indegne di fede si rivelino, nonostante tutto, rispondenti alla realtà”. (Freud: 1919)

Mi sta tornando fuori dalle viscere qualcosa che temo sia così.
Ho paura. Ho una paura fottuta.
Ma ci sto dentro. Non ho nessuno intenzione di mollare.
Mi prendo i miei spazi e stringo la mano alla paura.
Stavolta non mi toglierai il respiro.
Ti presento e mi fai male. Ma la spinta alla Libertà è più forte.

Certo, qualcuno potrebbe dire che è molto più facile fare del male che scambiarsi del bene.
Ovvio, ma questa è acqua passata.
Questo sapore lo conosco già e non mi piace. E’ troppo amaro.

Quello che non conosco – o meglio – quello che conosco poco e mi fa vacillare per la paura di non saperlo prendere, ce l’ho davanti.
Ed io (non) ho paura di me. Di te. Non mi fa paura il mio silenzio. Il tuo.
Non mi fa paura il mio dolore. Il tuo.

Resto nel grembo. Resto nel guscio a sentire i battiti del mio cuore.
Non ha importanza nient’altro.

Questo coniglio bianco sta passando sotto il mio naso per svelare un segreto di Libertà. Quello che già sedimenta in me da mesi. Ciò che già possiedo e non ho mai osato agire.
Ma io sto con le mie viscere.

Tre notti che dormo male. Mi dimeno come una furia. All’alba più stanca di prima. Il perturbante che riemerge. Sogni confusi di acque torpide e immobilità e impotenza....Ecco, se adesso mi chiedete perchè come in trance ho cercato sandman lo saprei anche spiegare....

Ma io sto nelle mie viscere. E sia quello che deve essere.
Un’intera vita nella gabbia. Di vedermi con gli occhi con cui mi hanno vista gli altri. Di rabbia. Di disperazione silente. Di mutilazione.

E mai conme adesso, riconosco cosa significa varcare quella cella.

Sì, io sto nelle mie viscere. La rabbia e la paura chiedono servi.
La dimensione della mia libertà è nel coraggio di restare all’ascolto del mio cuore.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Great work.