9 nov 2007

Lealtà per lealtà, amore per amore, coraggio per coraggio

Oggi è una giornata spenta. Non chiedetemi niente, tanto non avrei le parole. Ho trovato questa lettera. Ha tre anni. Ho deciso di pubblicarla perchè la scrittura, come gli occhi, copre le distanze. L'ho riletta io, 2 volte. E continuo a non adoperare specchi.
Un personale Amarcord che in questo freddo novembre ci sta proprio bene. Almeno mi scalda. Mi da' coraggio. Mi fa sentire meno intorpidita. Numb.

25/o6/ 2004
Lo so che in queste occasioni sono gli ltri che scrivono qualcosa: un pensiero, un augurio, un messaggio d'affetto, ma stavolta sono io che voglio dire qualcosa.
L'ultima volta che seriamente riflettuto su un compleanno, a patto che si possa pensare seriamente ad una cosa del genere - è stato quando ho compiuto 20 anni, nel lontano 1996. Ricordo ancora perfettamnte che studiavo per l'esame di Storia del Giornalismo e delle Comunicazioni di Massa con un occhio sul libro e un altro alle partite di calcio- c'erani gli Europei, ve li ricordate? - e quel giorno, di pomeriggio, due ragazzze conosciute all'università w poi inghiottite dal buio dei venti anni mi vennero a trovare, e mangiammo un pezzo di torta.

La sera, mi feci gli auguri da sola su una pagina del diario. Compiere 20 anni mi sembrava un traguardo: non l'avrei mai detto. Ci ero riuscita a sentire che si prova, che cambia, come ci si sente, e per me è stato vero che 20 era diverso dai 19 del giorno prima.
20 era pieno di aspettative, era una possibiltà, era una dimensione adatta alla portata smisurata dei miei sogni.
Sinceramente adesso ho un pò paura a rileggere quelle pagine, cercare di decifrare quella calligrafia stirata sul foglio, quei segni incisi con tanta forza da sciupare lo spessore omogeneo della carta, quelle righe fitte che non erano mai abbastanza.

Oggi che sono 27 ancora non ho imparato la lezione.
La mia vita è cambiata rispetto a quello che mi aspettavo e mai e poi mai avrei detto che sarei finita dove sono. Neutralmente, intendo.
Chi di voi ama il cinema e si è sparato i molti film con Robert De Niro forse ricorderà Bronx. Un padre ricorda a suo figlio disorientato, piccolo, impaurito che bisogna impegnarsi, crdere, essere tenaci per evitare di sciuparsi, di darsi via ... "TUTTO TALENTO SPRECATO". E voi sapete bene che la goffaggine è il mio più gran talento: dimentico compleanni, bollette, qual è la chiave giusta dal mazzo per aprire il portone di casa - per non dire quando dimentico proprio le chiavi, o il telefono...o la testa!

Ma se c'è una cosa che non ho mai smesso di fare è credere.
Non tanto in me perchè non ne varrebbe la pena, ma nella possibilità che impegnandosi, che lottando, che sudando il cielo diventa più vicino, la paura di vivere si allontana, i pesi e i valori assumono caratteri reali, lontano dalla folla, dal disordine, dal passato.

Mai e poi mai rinuncerei a voi che mi avete aperto un pezzo di cuore - magari non volendo - e, rovistandoci dentro, sempre involontariamente, mi avete messo di fronte a me stessa. Quello che voglio dalla vita me lo chiedo tutte le mattine, e malgrado tutto, non ho mai avuto una risposta. Quello che voglio dalla vita lo voglio così tanto da non rendermene conto eppure lo faccio, cerco di metterlo in pratica nella consapevolezza che non un secondo di questa esistenza mi posso permettere di sprecare, perchè non ne avrò un'altra e perchè sono fortunata, perchè questa vita è mia e milioni di uomini e di donne non sanno neanche che vuol dire poter uscire da una casa che ti ripara dal freddo, avere i soldi per comprarsi il pane ma pure la cioccolata, avere una famiglia che bene o male c'è e ci sarà sempre, almeno dentro il cuore.

E' vero, Emilia ha meno paura.
Emilia lotta coi denti, tiene duro, spreca una mare di energie perchè è ancora un pò goffa e non sa come canalizzarle al meglio , Emilia è una sopravvissuta, e qualcuno di voi lo sa, che quando subisci un danno ti separa un abisso dal resto del mondo. Io sto sulle mie gambe, come una ragazza, come uno zombie, come un soldato, come Iside. E ci sono rimasta in piedi, nonostante tutto, perchè ho creduto e credo che il cielo si possa toccare con un dito.

Ci sono rimasta perchè ho incontrato voi. Ci sono rimasta perchè a scappare dal mondo e dalla vita mi sono solo persa correndo il rischio di non ritrovarmi più, e per ce cosa poi? Per non crescere, per avere paura di meritarmi di felicità, per dare per scontato che quello che avevo mi era dovuto? Io voglio crescere, voglio invecchire, voglio trovare il mio posto in questo mondo assumendomi le mie responsabiltà e inculate del caso, ma niente e nessuno deciderà al posto mio, tanto meno la paura, l'angoscia, le difficoltà, la pigrizia indotta dal fatto di avere avuto il privilegio di nascere nella parte grassa del mondo. Ecco quello che mi mancava a 20 annni: la responsabilità.
E non sto dicendo che ci vado pazza ad arrivare al 20 del mese con lo stipendio che è ridotto a spiccioli, non mi sto autoglorificando per affermare che sono la reincarnazione di Giovanna D'Arco e il mondo fuori sono i cattivi, i superficiali, i vigliacchi. Quello che dico è che vorrei altri 27 anni vissuti così: con tenacia e con ingenuità.
Con la serenità di discernere le cose importanti da quello che non lo sono, la dignità di sentire il polso che batte per amore, per un sogno, per una boccata d'aria chissà dove il prossimo anno. Non voglio avere paura mai più. Non voglio rimpiangere nulla mai più. Quello che ho perduto, non è mai tornato indietro. Quello che ho avuto paura di desiderare ormai è diventato irraggiungibile.

Se vi posso andar bene, la vostra amica è fatta così. E su di me potete sempre contare, lo sapete. Lealtà per lealtà, amore per amore, coraggio per coraggio.
Grazie per il vostro tempo, il vostro coraggio e le lezioni di vita che mi avete dato.
Vi amo
Emilia, l'incallita 27enne"

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