Giugno, 20/2007
Non un modo facile di iniziare se si tratta di sè stessi. Al momento sono qui che cerco di contenermi tra ansie e paure del passato che non vorrei turbassero il presente. Non è facile, per l'appunto. Ho un temperamento emotivo e sono felice di non indossare maschere. Non mi riuscirebbe di tenerla su per più di 5 minuti. I pori della mia pelle iniziaerebbero a ribellarsi.
Dovrei ricominciare a correre, ottimo modo di combattere l'ansia. Almeno, su di me funziona. Correre. Il vento. Sembra tutto dannatamente più semplice. Il lavoro, le tensioni, gli incomprensibili enigmi quotidiani: tutto viene macinato, attraversato, superato come i km lungo il percorso; lavato via con il sudore; vaporizzato ed esitinto nell'aria, lontano da sè.
Sì, dovrei ricomiciare. E sono già in ritardo con la mia abitudine di riprendere a correre a maggio dopo una lunga pausa iniziata a novembre. Non è la pigrizia. E' l'immobilità del caccaitore che aspetta la preda. Il silenzio antecedente l'inizio di un qualcosa diportentoso. Stasera farò un'insalata mista lo so: metterò dentro un mucchio di parole, emozioni, sensazioni a mò di verdurine e le mescolerò insieme con la dovuta approssimazione. Prima o poi prenderò in mano ognuna di queste e le osserverò da vicino, ci metterò la giusta dose diintensa passione e me ne disfarò.
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